mercoledì 28 marzo 2012

ALESSANDRO NESTA e le sue parole.......

Le immagini di quello Scudetto le ho ancora scolpite nella testa. Non ho mai provato niente di simile nella mia vita…”.


Devo tutto a mio padre che per anni ha fatto sacrifici incredibili per portarmi in giro da una parte all’altra della città. Allenamenti, partite.. solo ora che sono genitore posso capire davvero. Per questo gliene sarò sempre riconoscente. L’altra persona a cui devo tutto è Volfango Patarca che mi ha visto giocare e mi ha subito portato nella mia squadra del cuore, la squadra della mia vita, la Lazio.”
Giocavo nella U.S. Cinecittà, società affiliata alla Roma. Mi volevano, ma io vengo da una famiglia profondamente laziale, così papà ringraziò ma disse di no. Nella mia zona eravamo circa 3000 famiglie e solo la nostra era di fede laziale.”
Ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile, ho giocato 8 anni da titolare nella prima squadra, ho fatto il capitano, ho vinto tanto e alzato tanti trofei, per questo la Lazio è e sarà sempre parte della mia vita.”
LA MIA VERITA’: “Sono dovuto andare via, perché la Lazio aveva problemi economici molto seri: in un giorno hanno venduto sia me che Crespo. Il mio sogno era quello di giocare per sempre con la Lazio, ma non mi è stata data possibilità di scelta. La società in quel momento mi ha fatto uscire male di scena. Se mi fosse accaduto oggi, mi sarei difeso meglio e sarei stato in grado di gestire meglio la vicenda. Decisero di vendermi per fare cassa, ma passai io per quello che voleva andare via. Loro dovevano dire come stavano le cose, tanto la verità sarebbe venuta a galla. Dovevano dire che navigavano in cattive acque e che la Lazio era piena di debiti. Io avevo ricevuto tanto dalla Lazio ma avevo dato anche molto, meritavo più rispetto!”
 “Il momento più bello? La conquista dello scudetto vinto in quel modo. Noi dentro lo stadio a guardare la Juventus che giocava, con 70mila persone sospese con noi. Poi il momento del trionfo, un’emozione impressionante, perché vincere a Roma non è come vincere altrove. Le immagini di quello scudetto le ho ancora scolpite nella testa. Non ho mai provato niente di simile nella mia vita…”
Il derby maledetto:In quella partita è stato bravo Montella, ma io proprio non c’ero con la testa quella domenica. Come tirava faceva gol e uno me lo sono fatto da solo. non cerco alibi o scuse ma per me, quella fu una settimana difficile. La società mi aveva convocato nei giorni antecedenti al derby, per dirmi che a fine stagione, dovevo andare via, perché non c’erano soldi. Mi avevano ceduto alla Juve. Io non volevo andare, ci sono state delle tensioni, è successo un casino quel giorno. All’intervallo di quello sciagurato derby, è bastata una scintilla per farmi esplodere, ho mandato tutti a quel paese e sono uscito di scena. Ero giovane.. ho sbagliato…”
IL MIO CALCIO ERA LA LAZIO”: “potevo andare in molte squadre, avevo l’imbarazzo della scelta ma io volevo la Lazio, per me quello era il calcio, il mio calcio era la Lazio. Tante squadre mi hanno sempre cercato, ma io ho detto sempre di no. Poi il giorno dell’ultimo allenamento eravamo in campo a fare il torello a Formello. Arriva la chiamata del figlio del presidente, che mi ha detto che non avevo scelta e che dovevo andare via, che dovevo accettare per forza perché il mercato stava chiudendo. Non ho potuto fare nulla, mi hanno mandato via subito, neanche il tempo di prendere le mie cose perché avevo l’aereo per Milano. Quando arrivai a  San Siro, dove c’era un derby amichevole ho visto anche Crespo e gli ho chiesto cosa stesse facendo lì. Lui mi ha risposto che l’avevano venduto all’Inter. A quel punto l’unica cosa che gli ho chiesto è stata: “Ma è rimasto qualcuno a Formello?”
: “Quel giorno per me è stato terribile. Mi hanno messo sul balcone a salutare la gente con una maglietta in mano, mi sono trovato in una realtà che non mi apparteneva. In conferenza  stampa con Galliani avevo una faccia da funerale, perché quello era il mio stato d’animo. Oggi mi sono ambientato, i successi aiutano a cancellare tutto.. o quasi….”



 PERCHE' LA LAZIO E' MOLTO PIU' DI UN TROFEO  
PERCHE' CHI HA PER MAGLIA IL CIELO CON UN' AQUILA CHE VI VOLA...
NON INDOSSERA' MAI PIU' QUALCOSA DI UGUALMENTE BELLO
PERCHE' GRAZIE A DIO LA PASSIONE A VOLTE SCALDA IL CUORE PIU' DEL DENARO
 O ALMENO LASCIATEMELO CREDERE......... 



Nessun commento:

Posta un commento

Archivio blog